Tecnico Commerciale, Liceo Scientifico e Liceo delle Scienze Umane

Archivi del mese: novembre 2014

CIRCOLARI DICEMBRE 2014

 CIRC N 77 assembea di istituto

CIRC N 76 giornata di orientamento 18.12.2014 

CIRC N 75 colloqui individuali con le famiglie

CIRC N 74 dimissioni dal servizio 1.9.2014

CIRC N 73 Orientagiovani 

CIRC N 72 adeguamento orario ass. sindacale cobas 

CIRC N 71 presentazione del libro – Il bambino Nudo –

CIRC N 70 olimpiadi della fisica

CIRC N 69 assemblea sindacale personale della scuola – COBAS

chiusura prefestivi a.s. 2014-15

CIRC N 64 articolazione orario delle lezioni Tecnico diurno

CIRC N 63 articolazione orario delle lezioni liceo

CIRC N 62 Consigli di classe

CONVEGNO SULLA PREVENZIONE DELLE TOSSICO DIPENDENZE: GRANDE PARTECIPAZIONE

 

di Daniela Spada

 Venerdì 14 novembre presso la Sala Consiliare del Comune di Capoterra si è svolto il Convegno inerente al Progetto M.A.R.C.O..

             Gli illustri relatori, don Ettore Cannavera, responsabile della Comunità di Recupero “La Collina” di Serdiana e il prof. Massimo Diana, direttore del SER.D. della ASL di Cagliari, hanno avvicinato le sedie al pubblico, accorciando le distanze e contribuendo a rendere ancora più accogliente l’atmosfera. Il  sindaco di Capoterra, Francesco Dessì, ha tenuto un breve discorso introduttivo. Dopo essersi felicitato per la bontà dell’iniziativa promossa dai docenti dell’ISIS  “S.Atzeni” di Capoterra, ha sottolineato l’importanza delle numerose presenze in sala, perché l’educazione dei ragazzi è l’obiettivo primario non solo della scuola, ma dell’intera comunità. Ha auspicato che l’ incontro non fosse che l’inizio di un proficuo scambio costruttivo tra tutti coloro che nel territorio si occupano della formazione e del sostegno ai giovani, dato che la situazione di Capoterra, in tal senso,  è una fra le più fragili dell’hinterland cagliaritano.

             L’intervento di Ettore Cannavera sviluppa tematiche incalzanti e coinvolgenti, capaci di catturare l’attenzione assoluta dell’uditorio. Parte da un concetto ormai per tutti assodato: il processo formativo dei ragazzi non deve essere più deputato solo alla famiglia e alla scuola, ma deve poggiare anche su un terzo pilastro, la comunità amministrativa, e su un quarto, il mondo dell’associazionismo, anche religioso.  Questi quattro pilastri devono reggere una “comunità educante” solidale e collaborativa. Non si può più demandare la responsabilità pedagogica ai soli genitori ed insegnanti. Tutti si devono sentire responsabili degli adolescenti, e questo perché gli spazi che essi frequentano sono vari, alcuni certamente educativi, altri gravemente diseducativi; il “controllo sinergico” deve essere operato da tutti i componenti la comunità. L’obiettivo è quello di evitare che i ragazzi, sentendo in luoghi diversi campane diverse, si sentano disorientati e non siano in grado di scegliere il percorso giusto, quello che sia in grado di garantire la loro “salute”, nel senso etimologico di “salvezza”. Infatti anche l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ridefinisce oggi  il concetto di “salute”, puntando a migliorare la condizione di benessere dell’individuo preso in sé e nella sua interrelazione con gli altri, attraverso la cura degli stili di vita.

            Quello che si deve fare è quindi non tanto un discorso di prevenzione, quanto piuttosto di “educazione”, ancora una volta in senso etimologico, cioè contribuire a far sì che i ragazzi portino fuori ciò che hanno già dentro, le loro potenzialità, i loro bisogni, fornendo loro gli strumenti per realizzare le loro interiorità. Attraverso un’ educazione “erotica”, amorevole e fondata sull’empatia affettiva, ma anche fortemente assertiva (concetto a metà strada tra l’autorità e l’autorevolezza),  si deve riuscire ad insegnare ai ragazzi ad amare se stessi; per fare ciò essi devono sentire quanto le loro vite siano importanti agli occhi dei loro educatori, quanto siano degni di attenzione, di ascolto, di amore.

I ragazzi, come tutti gli individui, sono mossi dalla necessità di trovare soddisfazione, alla costante ricerca del piacere che li gratifichi e dia loro l’impulso per proseguire nel cammino esplorativo e costruttivo di sé. Se non raggiungono la soddisfazione seguendo un percorso virtuoso, la ricercano per altra via; e se la via del bene non è gratificante, tentano con quella del male. E’ così che sperimenteranno direzioni sbagliate, profondamente rischiose o certamente dannose per loro stessi, ma quasi sentendosene orgogliosi, dato che in quelle situazioni e non in altre hanno trovato soddisfazione e riconoscimento del loro ruolo.  E se non sarà la strada del comportamento deviato ad essere scelta, allora sarà quella della perdita totale di senso, quella del “nichilismo”, del “suicidio”, non necessariamente in senso stretto, ma anche in senso figurato, quale la fuga dal confronto con gli altri nella solitudine più assoluta e impoverente, quella delle dipendenze da sostanze o da comportamenti compulsivi o autolesivi.

Così chi educa deve mirare a costruire possibilità di soddisfazione, in campo culturale, artistico, sportivo, sociale.

            Ma in concreto come si possono aiutare gli adolescenti? E’ difficile rispondere; spesso infatti capita che essi oppongano un rifiuto agli educatori. Occorre imparare la disposizione all’ascolto e all’osservazione, per imparare ad interpretare i loro messaggi, anche e soprattutto quelli non verbali, e mettere in atto un’educazione non depositaria, che tenda a riempire gli alunni di contenuti, quanto problematizzante, cioè capace di stimolare alla conoscenza critica e alla curiosità motivata.

Un altro modo di aiutare i ragazzi a crescere formandosi è quello di insegnare loro ad accettare le proprie inquietudini, guardandole dritte in faccia, e aiutandoli, con razionalità e attenzione empatica, ad affrontarle.

Di grande importanza è anche la definizione di un sistema di regole, costantemente spiegate e ripetute, utili a generare assunzione di responsabilità.

 Assertività educativa, empatia, attenzione all’affettività, educazione ai sentimenti: ecco le risposte alla domanda: come aiutare i ragazzi a costruire il senso della propria vita.

             Il secondo, ma non meno illuminante intervento, è stato quello del dott. Massimo Diana.

Si assiste ad un abbassamento progressivo dell’età da cui si parte nella sperimentazione di sostanze. Già verso i dieci anni si hanno  casi di esperienza di fumo di sigarette; ragazzi delle scuole medie inferiori sperimentano già l’alcol e i primi spinelli; nel corso dell’adolescenza poi i ragazzi passano all’uso di differenti sostanze psicotrope, variandole a seconda degli effetti che esse provocano in vista delle “performance” sociali in cui prevedono di essere impegnati, aumentando così fortemente la loro pericolosità e dannosità.

E’ quindi importante arrivare a prevenire determinati comportamenti molto per tempo, ragion per cui si sta particolarmente attenti ai più giovani, con la speranza di risultati migliori perché i comportamenti non sono ancora rigidamente consolidati.

Certo il mondo delle dipendenze è in continua e rapida trasformazione, sia per l’abbassamento dell’età che per le sostanze cui si fa ricorso, in costante modificazione, tanto che si fa fatica a star dietro con la definizione di strategie terapeutiche adatte ai sempre nuovi bisogni di intervento.

Si ha inoltre molta difficoltà a capire perché i ragazzi perseguano la strada del consumo di sostanze stupefacenti; certo le prime esperienze, quasi sempre spiacevoli e frustranti, a detta dei racconti individuali, dovrebbero esse stesse dissuadere dal continuare, non procurando subito il piacere atteso che può arrivare solo col tempo, protraendosi l’abitudine a farne utilizzo. Pur tuttavia il meccanismo di dipendenza, anziché essere dissuaso da queste prime insoddisfacenti esperienze, il più delle volte si consolida. Quindi si rende fondamentale cercare di operare nell’educazione al pericolo delle dipendenze sin dall’età più giovane, e questo per un motivo molto semplice: nel cervello umano le aree della gratificazione si sviluppano molto prima rispetto a quelle della razionalità, del giudizio e del controllo delle pulsioni. Quei giovanissimi che hanno iniziato prestissimo a far uso di certe sostanze, continueranno con maggiore costanza a farlo proprio perché hanno sviluppato la dipendenza in assenza di efficaci freni inibitori.

Il ruolo degli educatori è quello, ancora una volta, cruciale; essi devono essere in grado di leggere i segnali, devono interpretare e indagare, seppure con discrezione e senza atteggiamento giudicante, al fine di appurare se il giovane che desta preoccupazione stia vivendo una situazione di disagio interiore. Devono quindi farsi ascoltatori ed osservatori attenti e discreti, pronti ad un eventuale confronto franco e diretto, costruttivo e non punitivo.

A conclusione dell’incontro si è aperto un confronto  molto vivo cui ha preso parte un buon numero di genitori, particolarmente interessati ai temi trattati.

Si è infine tornati, dunque, al punto da cui si era partiti, ossia a ribadire l’esigenza di fondere l’azione della scuola, della famiglia, dei vari attori sociali, al fine di realizzare un’azione univoca, coerente e coesa, rassicurante ed insieme stimolante per favorire la realizzazione psicologica, affettiva, sociale e culturale dei ragazzi e in questo la nostra scuola, l’ISIS “S. Atzeni”, si sente chiamata in causa in prima persona.

       Immagine artic. (1)

 

CIRCOLARI NOVEMBRE 2014

CIRC N 61 adeguamento orario ass. sindacale FLC – CGIL 

CIRC N 60 bando borse di studio AVIS 2014-15

CIRC N 59 colloqui con le famiglie

CIRC N 58 Consigli di classe

CIRC N 56 gare di matematica CIRC N 57 assembea di istituto

CIRC N 55 assemblea sindacale personale della scuola flccgil

CIRC N 54 sciopero nazionale del 1.12.2014

Circ. n. 52 convocazione Collegio docenti

CIRC N 51 gare di matematica

CIRC N 50 Visione film – Progetto M.A.R.C.O.

CIRC N 49 incontro con il CABS 18.11.2014

CIRC N 48 conferenza progetto M.A.R.C.O.

CIRC N 47 orario delle lezioni da lunedi 10.11.2014 – LICEO – bis

CIRC N 46 gare di matematica

CIRC N 45 sciopero OO.SS. COBAS, ADL COBAS, SLAI……. del 14.11.2014

ALLEGATO CIRC. INT. N. 47 ORARIO LICEO DEFINITIVO 10.11.14 BIS

CIRC N 42 chiaviLim

CIRC N 41 disposizioni agli alunni ora ricreazione