Tecnico Commerciale, Liceo Scientifico e Liceo delle Scienze Umane

Sergio Atzeni

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NOTA BIOGRAFICA

Sergio Atzeni nasce a Capoterra (Cagliari) nel 1952 ma da subito vive a Cagliari, la sua città, dove trascorrerà l’infanzia, l’adolescenza – con una parentesi a Orgosolo (Nuoro) , dove frequenta le scuole medie – e parte della maturità. A Cagliari compie gli studi liceali e s’iscrive alla Facoltà di Filosofia, senza per altro laurearsi. Quelli giovanili sono anni d’impegno politico, nelle file del partito Comunista, che trovano riscontro in esperienze teatrali, pure militanti, solo in parte affidate alla stampa. Sono anche gli anni in cui inizia una ininterrotta e precoce (1966) attività giornalistica condotta su vari periodici e quotidiani («Rinascita sarda», «Il Lunedì della Sardegna», «L’Unione Sarda», «l’Unità», «La Nuova Sardegna», «Altair» rivista da Atzeni fondata e diretta),  ma anche per la radio. Al 1976 risale il primo impiego stabile, all’ENEL, lavoro d’ufficio sgradito che accompagna gli inizi letterari in terra sarda fino alla decisione di trasferirsi dall’Isola nel 1987, un anno dopo la pubblicazione dell’Apologo del giudice bandito, il suo primo romanzo. Si stabilisce a Torino, con una parentesi a Sant’Ilario d’Enza in Emilia, tra il 1990 e il 1993. Sono anni occupati, oltre che dalla scrittura letteraria, dalla professione di traduttore per conto di diversi editori italiani. Torino è la sua residenza fino alla morte avvenuta il 6 settembre 1995 nelle acque dell’isola di Carloforte durante un soggiorno in Sardegna. Tra il 1986 e il 1995 si colloca il periodo più produttivo di Atzeni: scrive e pubblica i suoi romanzi più noti (Il figlio di Bakunin, Il quinto passo è l’addio, Passavamo sulla terra leggeri postumo,  ma consegnato in vita all’editore), pubblica numerosi articoli e recensioni sui giornali, oltre ad affermarsi come apprezzato traduttore (dal francese) di saggistica e narrativa.

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